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Per alcuni questo non è un blog, ma d' altronde si fa quel che si può

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Bottoni

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sabato, 28 maggio 2005
.

Qualcuno che della polvere faccia un suono
o anche un suono che da solo si dia,
nel deserto dell' anima.
Qualcuno che di questo vuoto faccia tesoro
scrivendo un libro che si compone da solo,
ogni pagina è un viaggio a ritroso.
Qualcuno che dentro al buio diffonda una preghiera,
anche una preghiera che sia solo un suono,
che tutti se la ritrovano.
Qualcuno che dentro alla mia voce viva
od una vita che nella musica si dica.

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Postato da: nabis a 14:06 | link | commenti |

domenica, 20 marzo 2005
Bilingual poem

 
Coming home

















I' m coming home sometimes
do you recognize?
Lost feelings refind their core-states
leaving the surface
what is worth for a while
is worth for the whole lives.









Tornando a casa

















Ogni tanto torno a casa
te ne rendi conto?
I sentimenti perduti ritrovano il nocciolo dei loro stati
lasciando la superficie
ciò che è valutato per un attimo
possiede valore per l' intere vite.

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Postato da: nabis a 23:06 | link | commenti |

giovedì, 17 febbraio 2005
Bologna_8 Aprile 2004_Parco Villa Angeletti




Che se poi uno viene qua
di verde ne vede anche
se poi là, il colle
sembra così distante








Case da neve
con tetti a picco.

In lontananza
a piccoli sprazzi
il gallo canta,
dietro una ciminiera.

Fossile permane l' aria della villa
cogli alberi da frutto
i viottoli per i cavalli,
la polla d' acqua grigia.



Poi il sole si concede a spicchi
e la gente sola si rintana sotto gli alberi
in cerca di nuove lontananze.

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Postato da: nabis a 03:44 | link | commenti |

Diavolo d' una rosa

 


I

Ho portato due
bottiglie di vino,
nettare amaro per il tuo
bisogno d' esilio.
L' amore a cui ci diamo è
di pubblico dominio,
resta il tempo a fianco
dell' aperitivo,
il delirio.


Ciò che ci riguarda da vicino
barlume incerto di ragione al mattino,
dell' amare nervo  testardo segno che disegna i bordi
del cammino.





II

Ho portato due
bottiglie di vino...
ma tu insistevi
volevi quella rosa,
diavolo d' una rosa.

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Postato da: nabis a 03:28 | link | commenti |

venerdì, 08 ottobre 2004
notturno imago

ammaestrato alla veglia
fedele nel presente alla notte
come un tubolare* sogna
di svegliarsi un giorno senza pubblicità
con pubbliche ammissioni di colpa
e pubblici respiri, e pubblichi attenti
a dire qualcosa sul loro conto
a farsi sentire lontano
come una stella un atomo
ché reggi tutta l' impalcatura se lo sai
e se magari è il tuo
di enigmi alla deriva
si torna via
di qua


non si vive più il mondo prima dell' anima
non si riesce a passare dalle porte
e pure è quistione di scoperte nel piattume quotidiano
trovate tradite nel loro segreto impiego
gioia dell' incanto notturno imago

























*(il tubolare è il cosiddetto 'tubo innocenti' usato per le impalcature quando si eseguono lavori di restauro, spesso coperto da cartelloni pubblicitari)

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Postato da: nabis a 21:55 | link | commenti |